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Valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico

Valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e vendite in Italia

Patrimoniopubblicoitalia.it è un portale che mette in contatto il pubblico con il privato; è un catalogo virtuale dedicato agli immobili pubblici e di provenienza pubblica valorizzati e disponibili per la vendita, la permuta o per altre attività di valorizzazione.
Qui potete consultare palazzi, ville, strutture sanitarie e ricettizie, ma anche appartamenti negozi e spazi commerciali sparsi lungo tutta la penisola isole comprese.
Infatti è possibile analizzare il contenuto del fascicolo immobiliare in tutti i suoi componenti, documenti compresi, per poter formulare una proposta in linea con l'area di interesse consultata.

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    Terremoto: contributi ai Comuni

     

    Il 15 settembre è il termine ultimo per i Comuni, presenti nelle zone sismiche, per poter richiedere  i 40 milioni destinati alla progettazione definitiva ed esecutiva e così  realizzare nuove strutture, o effettuare  interventi di miglioramento o adeguamento antisismico degli edifici pubblici.

    Tutte le istruzioni sono consultabili sul sito del Ministero dell’Interno, attraverso il quale devono essere inoltrate le domande solo in via telematica..

    Ciascun progetto presentato dal Comune, dovrà riportare l’importo della spesa da sostenere, il codice unico progetto e la tipologia di opera da realizzare.

    Raccolte le richieste la competente Direzione degli Interni quantificherà l’importo del contributo erariale per ciascun Comune entro il 15 novembre 2017.

    La legislazione antisismica italiana prescrive norme tecniche in base alle quali un edificio debba sopportare senza gravi danni i terremoti meno forti e senza crollare i terremoti più forti.

    Le regioni, delegate ad adottare la classificazione sismica del territorio, hanno compilato l’elenco dei comuni per ciascuno individuando una delle quattro zone a pericolosità decrescente (da 1 a 4), così riclassificando l’intero territorio.

     

     

    http://finanzalocale.interno.it/docum/comunicati/com100817.html

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    Salone Margherita in vendita

    Costruito nel 1898 si è imposto come il principale Cafè chantant di Roma.

    E’ un esempio unico di  stile liberty e deve la sua nascita ai fratelli Marino, imprenditori teatrali, già proprietari dell'omonimo Salone Margherita di Napoli inaugurato nel 1890 e futuri proprietari del Teatro Sala Umberto.

    Visto il successo  del genere cafè-chantat decisero di diffonderlo in tutta Italia.

    Nel 1898 venne così inaugurato il  Teatro delle Varietà a Roma, in via dei Due Macelli. Il nome fu subito cambiato  in Salone Margherita per ricordare i successi del teatro napoletano omonimo, già famoso in tutta Italia. Il nome era un chiaro omaggio a Margherita di Savoia moglie del re Umberto I.

    Vi venivano rappresentati tutti gli spettacoli tipici del varietà con grande sfarzo, lusso ed una ricercatezza senza paragoni. Tale successo spinse gli impresari, nel 1908,a modificare la struttura del teatro per renderla più grande e lussuosa. Venne costruito un piano ammezzato nel quale avrebbe trovato posto una galleria, mentre una serie di sventramenti avrebbe creato spazio sufficiente alla costruzione di un vero e proprio palcoscenico.

    Nel giugno del 1909 il teatro riaprì completamente rinnovato, presentando un cartellone in cui comparivano i migliori comici e le più ricercate sciantose del tempo: la Bella Otero, Lina Cavalieri, Nicola Maldacea, Ettore Petrolini Leopoldo Fregoli ed altri.

    Culla della comicità romana, fino al secondo dopo guerra, iniziò a subire la concorrenza di cinema e televisione e pertanto fu trasformato in sala cinematografica.

    Nel 1972 un intervento di recupero e di restauro lo riportò in auge come teatro di cabaret e di rivista, con il nome de: il Bagaglino, in onore della compagnia comica e satirica che vi lavorava.

    Recentemente il teatro ha promosso rassegne dedicate al Settore Lirico con la messa in scena di opere come Il Barbiere di SivigliaLa traviata e, ultimamente, l'opera musicale moderna Raffaello e la Leggenda della Fornarina ottenendo un grosso riscontro di pubblico.

    Ora l’immobile è offerto in vendita dalla proprietà – la Banca d’Italia- ed i termini e condizioni sono pubblicati  sul  sito:

     

     

    www.bancaditalia.it/chi-siamo/beni-immobili

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    Ristrutturare casa: quali benefici fiscali

     

    Le misure adottate per  le ristrutturazioni edilizie prevedono la detrazione Irpef del 50%, fino al 31 dicembre 2017, per lavori effettuati sulla propria casa, considerato un costo massimo di 96mila euro.

    Nel caso in cui l’immobile ristrutturato sia venduto prima della scadenza del periodo in cui si è beneficiari fiscalmente, il diritto alla detrazione, delle quote non utilizzate , è trasferito all’acquirente- se persona fisica- salvo diverso accordo tra le parti.

    Il venditore ha quindi la possibilità di scegliere se usufruire ancora delle detrazioni, non ancora utilizzate, o trasferire il diritto all’acquirente, salvo il caso in cui l’atto non preveda alcuna specifica in tal caso il trasferimento del beneficio all’acquirente sarà automatico.

    Al fine di individuare il soggetto beneficiario si dovrà individuare il soggetto che possedeva l’immobile al 31 dicembre dell’anno in questione. La detrazione si applica solo se il trasferimento ha per oggetto l’intero immobile e non una quota di esso, salvo il caso in cui il trasferimento di una quota non comporti la cessione dell’intero immobile.

    La detrazione si trasferisce, per i periodi d’imposta rimanenti, agli eredi nel caso in cui essi conservino la detenzione materiale e diretta dell’immobile. Tale condizione deve essere sussistere non solo nell’anno di accettazione dell’eredità ma per tutto il periodo rateizzato di cui si vuole usufruire. Nela caso perdita della concessione in comodato o nel caso in cui l’immobile venga affittato, l’erede non potrà più usufruire delle residue rate di detrazione.

    Infine nel caso di vendita o di donazione da parte dell’erede che ha la detenzione materiale e diretta del bene, le quote residue della detrazione non fruite da questi non si trasferiscono all’acquirente o donatario, neanche quando la vendita o la donazione sono effettuate nello stesso anno di accettazione dell’eredità.