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Leggi: E’ possibile sublocare un immobile commerciale
  • Norme
  • 09/10/2019

E’ possibile sublocare un immobile commerciale

 

Oggetto di analisi è un contratto d’affitto per un immobile a uso commerciale per il quale si intende cedere l’ attività. Chi rileverà l’azienda intende restare nel medesimo locale per garantire continuità alla clientela, situazione questa che si inquadra nella fattispecie della sublocazione.

L’articolo 36 della legge sull’equo canone prevede che la cessione o la sublocazione di un immobile a uso commerciale sono sempre possibili se, contestualmente, anche l’azienda viene ceduta o sublocata. In tale circostanza non è necessario ottenere il permesso del locatore, che può opporsi entro trenta giorni dalla comunicazione ufficiale tramite raccomandata, ma solo per gravi motivi.

Ove, invece, il potenziale nuovo inquilino non intende subentrare nell’azienda, allora è fondamentale l’approvazione del locatore, che una volta ottenuta, prevede che il conduttore iniziale dovrà spedire una raccomandata con ricevuta di ritorno per comunicare la cessione o la sublocazione. E’ consigliabile, al momento della firma del contratto, prevedere una clausola che autorizzi il locatario al subaffitto, al fine di evitare contenziosi,.

Nel caso risultino non pagate alcune mensilità del canone di locazione, il locatore può liberare il precedente locatario dal suo debito, oppure pretendere i soldi da entrambe le parti: sempre partendo dal nuovo affittuario e poi, in caso di esito negativo, rivolgendosi al precedente.

L’inquilino di un immobile a uso commerciale ha il diritto di prelazione nel caso in cui il proprietario intenda vendere. Per tale motivo, il locatore deve comunicare prima a lui il prezzo e le condizioni di vendita e concedergli 60 giorni di tempo per prendere una decisione. In caso di risposta negativa, il proprietario può concludere la compravendita con altre persone, ma alle stesse condizioni proposte all’inquilino.

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