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Leggi: In tema di nullità urbanistica
  • Norme
  • 10/10/2019

In tema di nullità urbanistica

 

Gli atti di trasferimento di immobili difformi da quelli descritti nel titolo urbanistico sono validi ma a condizione che gli estremi del titolo indicati nell’atto siano reali (non mendaci) e riferiti a quell’immobile; è irrilevante e non costituisce motivo di nullità la conformità o difformità dell'immobile rispetto al titolo menzionato.

In sostanza è quanto si legge nella sentenza della Cassazione (Sezioni unite civili n. 8230 del 22 marzo scorso) che sana il contrasto giurisprudenziale legato all’interpretazione della natura della sanzione di nullità ( ex L. n. 47 del 1985, artt. 17 e 40, e art. 46 del  TU n. 380 del 2001).

Alla base vi è il principio per cui un immobile che risulta irregolare dal punto di vista urbanistico è incommerciabile, ne consegue la nullità assoluta degli atti di trasferimento ad esso legati, ma basandosi sulla nullità testuale de facto ne dichiara la validità dell’atto di trasferimento di diritti reali relativi ad edifici abusivi, in presenza di una dichiarazione reale e riferita all'immobile a prescindere dal profilo della conformità o della difformità della costruzione realizzata al titolo abilitativo. Ciò accade in quanto la conformità urbanistica esula dal perimetro della nullità, infatti non è prevista da alcuna delle disposizioni che la comminano, ed in quanto  le norme che, ponendo limiti all'autonomia privata e divieti alla libera circolazione dei beni, sanciscono la nullità degli atti, debbono ritenersi di stretta interpretazione e non possono essere applicate, estensivamente o per analogia, ad ipotesi diverse da quelle espressamente previste.

La decisione interviene efficacemente sul tema, sciogliendo un nodo importante, capace peraltro di incidere sul principio della continuità delle trascrizioni di cui all' art. 2650 cc, ed assicura la commerciabilità giuridica del bene immobile e rendendo peraltro più agevole il compito dei notai e dei professionisti del settore.

Resta comunque immutata la questione della regolarità urbanistica del bene immobile, che ove  si rivelasse difforme rispetto al titolo urbanistico, sarebbe soggetto, senza limitazioni di tempo, all'azione repressiva della pubblica amministrazione, fatta salva la possibilità di sanatoria della difformità in forza della normativa vigente .

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